di Licia Palazzi
Uno spettacolo dell’Ottocento può rispecchiare le dinamiche di oggi? Non ci credevo così tanto, ma dopo aver visto la Carmen ho cambiato idea.
Con la scuola sono andata a vedere l’opera di Bizet al Teatro dell’Opera Carlo Felice di Genova.
La storia, scritta a fine Ottocento, mette in scena quella che oggi definiremmo un amore tossico sin dai primi segnali fino al finale tragico, facendoci rendere conto che quello che vediamo in scena non sono usanze malate dell’epoca, ma atteggiamenti presenti e diffusi anche oggi.
La bellissima sigaraia Carmen attrae volontariamente l’ufficiale Don José, ma i due cercano cose diverse: lei vuole sedurre l’unico uomo che sembra non essere interessato a lei, lui cerca una relazione seria. Da questi desideri diversi si creano vari problemi, che si possono riconoscere come i campanelli d’allarme di una relazione malata.
Il primo è la rinuncia: Don José abbandona gran parte della sua vita per Carmen, mentre fin una relazione sana nessuno deve perdere nulla della sua vita.
Il secondo è la dipendenza: una storia corretta si basa sul cercarsi perché fa ad entrambi piacere, non perché “non posso vivere senza di te”. Lo si vede da come lui si attacca a lei come se fosse diventata il suo ossigeno.
Il terzo è la gelosia. Quando perdi la tua libertà e ti annulli per qualcuno, ci sono varie reazioni. Quelle corrette come andare avanti e accettare il “no” e quelle scorrette come diventare controllanti e pretendere che l’altra persona faccia lo stesso, come se qualcuno fosse malvagio solo per averci rfiutati

Il livello di tossicità aumenta quando entra in scena il torero Escamillo: Carmen per lui abbandona Don José, ma l’ufficiale, non accettando il suo rifiuto, si annulla ancora di più, fino a compiere un femminicidio, come vediamo accadere così spesso anche oggi.
Nemmeno la sua fidanzata Micaela, il personaggio che rappresenta il legame di Don José con la madre, riesce a farlo ragionare ed evitare il tragico finale.
Per quelli che pensano che guardare La Carmen alla nostra età non abbia senso, rispondo che in realtà ne ha eccome, visto che le relazioni tossiche purtroppo esistono anche fra le persone della nostra età.
Perché questa storia è così attuale? Perché i campanelli d’allarme son sempre gli stessi: magari cambia l’ordine, magari la situazione o il modo in cui ci si arriva, ma una storia tossica è sempre una storia tossica, che sia oggi o centinaia di anni fa, che sia fra una coppia sposata o fra due studenti, che si concluda in modo tragico o semplicemente con sensi di colpa, e va riconosciuta, per riuscire a dire basta.
