Fuga dalla (in)civiltà

di Elena Provelli

​Anche quest’ anno ho trascorso parte delle mie vacanze a Rhêmes Notre Dame, in Val d’Aosta. ​Per la pace che c’è lì? Certo. ​Per l’ ottimo cibo?​ Anche. ​Per i sentieri nel parco nazionale del Grand Paradiso? Ovvio. ​Per tutti gli animali che si vedono e per le scorpacciate di frutti di bosco? Assolutamente. ​Ma soprattutto per liberare il ru e allargare le nostre capanne. Non avete capito niente, eh? Ora vi spiego meglio.

​Il ru è un piccolo ruscello che anticamente serviva ad irrigare i campi, ora invece è un’attrazione turistica, dove gli animali del bosco vanno a bere. Ogni anno con la mia famiglia lo liberiamo dai rametti e dai sassi che vi rimangono incastrati in modo che l’ acqua continui a scorrere. Il fatto è che quest’ anno lo abbiamo liberato… un po’ troppo! Stavamo tornando dal rifugio delle marmotte (un bel rifugio che prende il suo nome dal pianoro finale dove ci sono tante marmotte) quando mia madre si è fermata a liberare nuovamente il ru (era la quinta volta quella settimana). Forse ci ha messo troppo entusiasmo perché un’ondata d’acqua lo ha fatto esondare, allagando il sentiero!

Le capanne invece le abbiamo costruite il primo anno che siamo venuti a ​Rhêmes, sette anni fa, e ogni estate andiamo a sistemarle e a pucciare i piedi nel fiume e nelle sabbiette. Ogni anno ,poi, raccogliamo quintali di mirtilli, fragole e lamponi (ovviamente non nel parco!). Continuiamo a venire qui e non cambiamo perché siamo diventati parte del paesino, dove ci sentiamo come in famiglia. Senza contare che la casa dove passiamo le vacanze ce l’affitta una mia amica, con cui condivido le mie avventure montanare.

Ma veniamo al titolo. “Fuga dalla (in)civiltà perché la gente che c’è a Rhêmes è educata, gentile, accogliente e rispettosa nei confronti delle persone e della natura. Per esempio quando incontri qualcuno ti saluta, cosa che non accade in città. Altri nostri “riti” quando siamo lì sono andare al rifugio delle Marmotte e mangiare salame al cioccolato a volontà, osservare gli animali nel loro habitat naturale, andare al rifugio Benevolo e percorrere un altro sentiero pieno di stelle alpine e poi andare dal fiumiciattolo dietro e fare delle dighe con le pietre,f are pic nic al lago del Pellaud e poi giocare a palla e anche fare gare a chi riesce di più a tenere le braccia nell’ acqua gelata. Un altra cosa bella che molti rifugi sono gestiti da volontari, molti che vengono dalla Liguria, e non lo fanno per arricchire il loro portafoglio ma per il piacere di farlo. Consiglio a tutti di trascorrere una bella vacanza là, soprattutto se si vuole fare belle camminate, rilassarsi, prendere peso, mangiare frutti di bosco, conoscere Tommy, il dolcissimo cane del guardiaparco, che sbava sempre e che in piedi è alto minimo minimo un metro e ottanta! Ma anche per per liberare il ru, vedere fantastici panorami e fare parte di questa specie di famiglia.